La nascita di una nuova, vera, rivista è sempre un avvenimento, a "LA GRANDE GUERRA" i nostri migliori auguri!


Prende il via dopo, un lavoro di preparazione di diversi mesi, un progetto editoriale dedicato alla Prima Guerra Mondiale.
Si tratta di una rivista, intitolata
"La Grande Guerra - storia e storie della Prima Guerra Mondiale"
, interamente dedicata alla storia di questo conflitto, realizzata da un gruppo di appassionati per i tipi delle Edizioni Marvia di Voghera.
Il progetto nasce dalla constatazione che in Italia, al contrario di altri paesi, manca una rivista di questo taglio, che andrà ad affrontare non solo la storia militare, ma anche gli aspetti politici e sociali del conflitto, con un occhio ai grandi temi ma anche alle piccole (che poi tanto piccole non sono) vicende personali.
Una sfida dura, anzi durissima, visto che la schiera dei potenziali lettori è ferratissima, attenta e preparata: ma la speranza è che i lettori si trasformino poi in collaboratori.
La rivista parte come trimestrale, e viene diffusa su abbonamento, nelle fiere e nelle librerie specializzate, nei classici canali internet.
Gli articoli del primo numero riguardano argomenti diversi relativi a fronti diversi, ovviamente con una lieve predominanza del fronte italiano:

Ø "La Seconda Squadra Speciale navale giapponese nel Mediterraneo" di Alberto Galazzetti
Ø "La strana guerra del sergente André Maginot" di F-Xavier Bernard
Ø "Dal diario di Massimiliano Grendene alpino del Btg. "Vicenza" di Giovanni Dalle Fusine
Ø "30 maggio - 3 giugno 1916: i Granatieri di Sardegna nella difesa di Monte Cengio" di Luigi Cortelletti
Ø "1917: i 7 fucilati a San Vito di Leguzzano ora hanno un nome" di Giovanni Dalle Fusine
Ø "La Landsturm tedesca nella prima guerra mondiale" di Filippo Lombardi

Ø

Poi ci sono le rubriche, anche queste aperte alla collaborazione:

Ø "Brevi dalla Grande Guerra", raccolta di notizie odierne riguardanti la Prima Guerra Mondiale
Ø "Bibliofilia della Grande Guerra", recensioni, critiche, nuove e vecchie uscite librarie, bibliografie, insomma tutto quanto ha a che fare con la carta stampata sulla Grande Guerra
Ø "Portfolio fotografico", fotografie particolari, originali, commentate nel loro contenuto

Oltre agli autori, gli altri collaboratori che hanno permesso la realizzazione del primo numero sono Ilaria Panozzo, Marino Perissinotto, Angelo L. Pirocchi.

La rivista ha 72 pagine, è rilegata con dorsino, dimensioni 28 x 21, è quindi lievemente più bassa delle classiche riviste odierne, perché si spera che diventi un articolo da libreria, qualcosa da riprendere in mano, da sfogliare e da rileggere come si fa con i buoni, sani, vecchi libri.

Per ogni informazione: lagrandeguerra@marvia.it


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Ecco l'ultima fatica di Alberto Rosselli che, come le altre, ci fa conoscere gli aspetti meno conosciuti delle guerre del XX secolo:
Alberto Rosselli

LE AQUILE DELLA MEZZALUNA

L'AVIAZIONE TURCA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Edizioni Chillemi

La storia dell'Aviazione militare ottomana iniziò nel lontano autunno
del 1909, quando una delegazione di piloti francesi venne invitata ad
Istanbul dall'Alto Comando dell'Esercito della Sublime Porta per dare
dimostrazioni circa l'utilità del mezzo aereo in ambito bellico.
Il 2 dicembre dello stesso anno, il ministro della Difesa, Mahmut Sevket
Pasa, positivamente convinto dalle argomentazioni degli specialisti
transalpini, si rivolse ad un pioniere dei cieli, il barone belga
Pierre de Caters - che il 31 ottobre 1908 aveva percorso in volo 800
metri a bordo di un velivolo triplano Voisin dotato di un minuscolo
motore da 57 cavalli - di recarsi ad Istanbul per effettuare alcuni voli
con il suo fragile, ma rivoluzionario mezzo.

Monografia di 48 pagine (copertina a colori, 4 tavole a colori, 60 foto in b/n)
ISBN 978-88-96522-25-7 12.00 euro

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Presentiamo un'opera che ci è giunta dalla Spagna e che, a buon diritto, può essere presa ad esempio di come si dovrebbe fare e studiare la Storia Militare:
di Gregorio Fernández Mateu
EL PRIMER SOLDADO
ESPAÑOL NACIÓ EN CANNAS

Tecnología, Armamento, Tácticas y Organización.

Il libro è edito a cura del Ministerio de Defensa, Segretaría General Tecnica nella Colección ADALID ed ha ricevuto il PREMIO EJERCITO 2007.
La documentazione è ricca e puntuale, la materia è trattata a partire dall'analisi della Spagna preromana e tocca tutti gli aspetti di una organizzazione bellica, a cominciare dalle tecniche di fusione dei metalli e di costruzione delle armi ed il loro uso sino ad esaminare, con ipotesi interessanti e, soprattutto, possibili, gli schieramenti e le manovre sui campi di battaglia. In effetti si è di fronte ad un vero trattato generale sulle tecniche di guerra antiche, di cui nessuno studio dovrebbe fare a meno di confrontarsi. Degna di ogni attenzione, poi, è tutta la collezione (consentiteci di essere un poco invidiosi; ma in Italia?) il cui catalogo generale si può trovare al seguente indirizzo in rete. http://www.060/ es .

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Siamo lieti di presentare un nuovo gruppo editoriale, l' Editoriale INTERACTA sa
e la sua prima edizione:

Il Gruppo Editoriale INTERACTA sa -che ha sede a Lugano, Via Pretorio, 20 - 6900 - ha dato vita, in Italia, a due realtà produttive distinte, ma che riassumono idealmente la filosofia di questa nuova realtà imprenditoriale: la Gianni Iuculano Editore e la Italian University Press. La prima società, con sede a Pavia, è impegnata nella pubblicazione e traduzione di opere di saggistica (scienza della politica, sociologia, storia diplomatica e militare, storia delle religioni, geopolitica, glottologia e letteratura di pregio), mentre la seconda società, con sede a Genova, opera esclusivamente a sostegno delle istituzioni universitarie, impegnandosi nella stampa, riproduzione e traduzione plurilingue di testi editi e inediti per conto delle suddette istituzioni. Entro la fine della primavera del 2009, il Gruppo INTERACTA sa darà inoltre vita ad una terza società avente come scopo specifico la distribuzione dei suoi prodotti ed anche quella per conto terzi: uno sforzo necessario, e riteniamo meritorio, per consentire a tutte le Case Editrici italiane di piccole e medie dimensioni di avvalersi di una struttura in grado di diffondere i propri prodotti a fronte di costi relativamente contenuti. Il Gruppo INTERACTA sa (che dispone di un qualificato e completo staff tecnico composto da progettisti, specialisti in editing, correttori di bozze, grafici, impaginatori e tipografi) si impegna inoltre nella promozione e nel sostegno delle opere prodotte sia in proprio sia per conto terzi attraverso un'adeguata pubblicizzazione delle stesse mediante presentazioni ad hoc, collaborazioni con associazioni culturali nazionali e straniere, istituti di cultura italiani all' estero, quotidiani e periodici ed emittenti radiotelevisive. Grazie ai suoi mezzi e alla competenza dei suoi collaboratori, il Gruppo Editoriale INTERACTA sa è inoltre in grado di svolgere opera di consulenza e sostegno tecnico non soltanto agli autori, ma anche a realtà e imprese pubbliche e private interessate alla pubblicazione o alla creazione di brochure, libri didattici, raccolte di atti, raccolte anastatiche, newsletter e periodici, e siti internet e periodici telematici.

NICOLA AMATO
LA STEGANOGRAFIA DA ERODOTO A BIN LADEN


La steganografia è una tecnica elusiva della comunicazione che consente a due o più individui di comunicare tra loro senza che una terza persona si avveda del fatto che una qualsiasi comunicazione stia avvenendo. Oggi la steganografia consente di nascondere all'interno di fil aue digitali, immagini o suoni che siano, ogni tipo di file o di messaggio segreto. Perché proprio in questo consiste la tecnica moderna: si prende un'immagine o un filedio e si estraggono alcune unità grafiche minime che la compongono, ossia alcuni pixel nel caso delle immagini digitali, e le si sostituiscono con dei dati, in genere lettere di testo, che comporranno il messaggio che si vuol far passare. Dal momento che certe immagini sono composte da milioni di pixel, la sostituzione di soltanto alcuni di essi non sarà apprezzabile ad occhio nudo ma, per leggere il messaggio, servirà uno dei tanti programmi reperibili online. Il risultato è stupefacente: l'immagine originale e quella in cui è stato iniettato un altro file contenente un messaggio di testo, messe a confronto, sono perfettamente identiche, sia in termini di risoluzione grafica sia per quello che concerne il peso, ossia lo spazio occupato sulla memoria di massa.
Chi si occupa di ricerche storiche saprà valutare bene l'importanza di una tecnica di comunicazione cui sono stati spesso affidati documenti di importanza fondamentale per gli studiosi.
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Di
Bruno Pampaloni segnaliamo volentieri l'ultima fatica:

La Storia non è un Film

Parlare di Storia, senza annoiare. Guardare un film, evitando di concedere patenti di verità, sull'onda dell'immagine che rapisce, della bella sceneggiatura, del fascinoso protagonista di turno. Un gioco ad incastro, tra Storia e rappresentazione filmica, un puzzle divertente, quello che ci propone l'Autore, con la sua "rivisitazione" di alcuni film storici ormai diventati classici, "riletti" ben oltre la loro dimensione, parziale, di meri momenti spettacolari, e "riscritti" sulla base della verosimiglianza storica, se non proprio della Verità. La Storia, le storie, in definitiva, per come sono realmente andate. Il tempo della propaganda cinematografica per fortuna è finito. Ci auguriamo siano venuti meno anche i vecchi tabù del determinismo storico, secondo cui il senso della Storia era quello dell'ineluttabile "progresso". In questa direzione l'Autore individua una prospettiva di lavoro nuova ed accattivante, tanto anticonformista. rispetto alla vulgata corrente, quanto rigorosa, perchè attenta ai fatti, tanto innovativa, rispetto alla più tradizionale lettura critica della singola pellicola cinematografica, quanto capace di non subirne la suggestione.

BRUNO PAMPALONI, genovese, giornalista e saggista, collabora da tempo con diversi quotidiani e periodici nazionali, cartacei e on line tra cui Il Foglio, Libero, Libero Mercato, Area, Economy. Per i nostri tipi ha pubblicato, insieme con Alberto Rosselli, il saggio storico Il Ventennio in celluloide (2005). Come scrittore ha al suo attivo Nessun Male (Mondadori 2007) e Li vuoi tutti morti (Fratelli Frilli 2005).

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Con vero piacere presentiamo il libro che Eno Santecchia ha scritto prendendo spunto dai ricordi del padre Nicola:

Così sono trascorsi gli anni migliori

Illustriamo il libro con qualche parola presa dalla presentazione: "La pietas filiale di Santecchia si profila straordinaria, sol che si pensi quante volte quei racconti furono ripetuti da un uomo semplice ed onesto, restituito agli affetti familiari, alla vita isolata dei campi, dopo la tragedia della guerra e della prigionia in paesi remoti e, quindi, dopo un affaccio lacerante sulla grande storia" (Pier Luigi Falaschi); e ancora: "... anche le vicende veicolate dall'oralità ... sono ugualmente importanti per gli avvenimenti dei giorni nostri, perché portano testimonianze vissute e insieme ad esse la ricchezza e le sfumature degli affetti che vi si legano" (Rossano Cicconi).

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presentiamo

di Giuseppe Rufino

Gettysburg

 

Gettysburg, la madre di tutte le battaglie della Guerra Civile Americana. Questa località della Pennsylvania,ancora oggi il parco nazionale più visitato di tutti gli Stati Uniti,fu teatro di uno scontro sanguinoso che per tre giorni impegnò duramente l’Armata sudista della Virginia Settentrionale,al comando di Robert E. Lee,uno dei generali più famosi della storia e l’Armata nordista del Potomac al comando di George Meade. Dopo tre giorni i Sudisti ,non riuscendo ad aver ragione della ostinata resistenza nemica,dovettero ritirarsi sulle posizioni di partenza. Il tentativo di Lee di invadere il Nord e distruggere la sua più potente armata era fallito,da quel momento in poi le fortune della Confederazione avrebbero cominciato irreversibilmente a declinare fino a condurre alla dissoluzione quell’organismo politico che per quattro anni aveva cercato con la forza delle armi di separarsi dagli Stati Uniti. Da quel momento, Gettysburg sarebbe entrata nella leggenda oltre che nella storia,sarebbe diventata il punto dell’Alta Marea Confederata,che da quel momento in poi avrebbe cominciato a rifluire. Indubbiamente la battaglia in se è stato un evento molto importante,ma non decisivo,almeno da un punto di vista strettamente militare. D’altro canto se si accetta la visione della Guerra di Secessione,come prima guerra moderna,diventa assiomatico che Gettysburg non fu Waterloo e che per quanto fondamentale possa essere stato il successo conseguito da Meade e dai suoi uomini,da solo non avrebbe modificato le sorti del conflitto. La battaglia tuttavia fu sanguinosa e drammatica. I Sudisti furono quasi sul punto di vincerla,ma si scontrarono con un nemico deciso,caparbio,risoluto a non cedere neanche un metro di terreno ,che per molti degli uomini in blu era il giardino di casa. Tanti furono gli episodi di valore che furono il sale di questa immane tragedia che è entrata nell’epos americano.
L’autore ha basato la trattazione della battaglia sopratutto sulle fonti primarie,senza trascurare ovviamente i numerosissimi testi oggi disponibili,lasciando che nella maggior parte dei casi fossero i protagonisti a parlare,a descrivere gli eventi e gli orrori di cui furono i diretti testimoni,lasciando a noi in eredità la memoria di un evento che ha cambiato per sempre il corso della Storia.

GETTYSBURG-GIUSEPPE RUFINO-ANNO2008-PAG.197

 

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Segnaliamo di Giuseppe Rizzo Schettino

 

La lotta per il timone del repubblicanesimo risorgimentale iniziò nel 1831 e vide come protagonisti Filippo Buonarroti e il giovane Mazzini. Soprattutto attraverso il racconto della vita e il pensiero di Carlo Bianco si può comprendere come essa si sia risolta in favore del ligure nel febbraio 1833, allorché il fondatore della Giovine Italia censurò l’autore della Guerra nazionale d’insurrezione per bande applicata all’Italia in corrispondenza della pubblicazione del Manuale Pratico del Rivoluzionario Italiano.
Il genovese non volle assolutamente che le idee di uguaglianza, dittatura rivoluzionaria unica e terrore comparissero nello scritto, stampato sotto l’alta egida della sua Società.
Mazzini reagì per non essere confuso con chi era pronto a piantare l’albero della libertà o, peggio, a innalzare la ghigliottina.

In proposito ricordiamo che sulle indicazioni del Manuale Pratico del Rivoluzionario Italiano gli insorti palermitani del 1860 costruirono addirittura un cannone!

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Presentiamo l'ultimo lavoro di Angelo Nataloni ed Andrea Soglia che certamente non potrà che destare l'interesse dei nostri soci e dei nostri visitatori.

 

 

Castellani oltre il Piave: il ricordo e la memoria. 175 PAGINE E 180 IMMAGINI (formato 30 cm x 21 cm) Lettere e fotografie inedite di soldati romagnoli durante la Grande Guerra unite a preziose testimonianze dal cosiddetto fronte interno. La Grande guerra vista con gli occhi di chi gli ordini li eseguiva e non li dava.

Da una recensione apparsa sulla rivista Aquile in Guerra (Nr. 15/2007 - pp 19-20) della Società Storica per la Guerra Bianca: "Il libro, edito nel 2006, costituisce un'interessante e ben riuscito esempio di memorialistica minore, ovvero per dirla con le parole di Mario Rigoni Stern nella prolusione al libro - un esempio di storia dei minori - …… ………Un libro quindi che, per il suo interesse e per la sua completezza, merita di essere conosciuto anche al di fuori della ristretta cerchia dei castellani, ma che può interessare tutti i cultori e gli appassionati della Grande Guerra.

Dalla prolusione di Mario Rigoni Stern:
"Riproporre documenti e memorie dei cittadini di Castel Bolognese che hanno partecipato alla Grande Guerra, magari dando loro giovinezza, è un'azione degna e meritoria.
La storia dei minori non si deve dimenticare, questo è un dovere anche per i contemporanei e per i discendenti di quei semplici soldati che nelle trincee, tra il 24 maggio 1915 e il 4 novembre 1918, hanno preso conoscenza della grande tragedia con forza di sopportazione a fianco di cittadini di ogni regione e dialetto d'Italia.
Loro non esaltavano la violenza, il loro eroismo era di sopportare il fango, la sete, i pidocchi, il sonno. Sia il loro ricordo di rispetto, di amore e i riconoscenza; il loro sacrificio un invito alla tolleranza, alla chiarezza e all'onestà"

 

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Anche se l'argomento non è strettamente di storia militare questo libro di Alberto Rosselli va preso in considerazione da chiunque voglia ricordarsi di quante lotte per la libertà ed i diritti umani si sono combattute, e non solo con le armi.

Essere Cristiani in Cina, Breve storia di una comunità spirituale sempre in bilico tra annientamento e speranza di Alberto Rosselli: * Gianni Iuculano Editore Piazza Petrarca, 28 - 27100 Pavia - * Tel.0382 539830 - Fax.0382 531693 info@iuculanoeditore.it * http://www.iuculanoeditore.it

Sebbene la Repubblica Popolare Cinese continui a dichiararsi un Paese ateo, in realtà esso conta al suo interno una popolazione religiosa costituita da ben 540 milioni di individui (su un totale di 1 miliardo e 300 milioni di abitanti) dei quali, tuttavia, soltanto 300 milioni dichiarerebbero apertamente la propria fede per non incorrere in discriminazioni da parte dello Stato.
Nonostante l'articolo n. 36 della Costituzione consenta a tutti i cittadini di esercitare "libertà di credo", in questo vasto Paese l'essere professanti costituisce ancora un handicap di non poco conto, un effettivo status di 'diversità' che può precludere il beneficio dei più elementari diritti umani. Una situazione dolorosa e paradossale se si considera che a partire dagli anni Novanta in Cina nessuno crede più al mito del comunismo.
E mentre il patrimonio culturale del socialismo maoista si sgretola di fronte all'epocale mutazione capitalista di questo immenso Paese, i vertici di Pechino si trovano a dovere fronteggiare - spesso con la violenza - una temuta realtà, fino ad appena un decennio fa totalmente inimmaginabile, cioè la spontanea rinascita tra le masse - disgustate dalla crescente corruzione delle istituzioni e deluse dal tradimento degli impossibili ideali di giustizia sociale predicati per decenni dallo stato materialista - del sentimento religioso. Quello che oggi reclamano milioni di giovani cinesi, soprattutto giovani, assetati non soltanto di facile e aleatorio benessere materiale, ma anche di dignità e autentica giustizia.

Alberto Rosselli, giornalista e saggista storico genovese, ha collaborato e collabora da tempo con diversi quotidiani italiani ed esteri (tra cui Il Giornale, Libero, l'Indipendente e Il Secolo d'Italia, Il Borghese, Maariv-Tel Aviv) e con periodici nazionali (tra cui l'Europeo, Storia del Novecento e Storia Verità, di cui è Direttore editoriale) e con svariati siti internet tematici di storia, etnologia, storia militare e diplomatica e geopolitica italiani, statunitensi, tedeschi e olandesi. Come studioso di storia moderna, contemporanea e militare ha al suo attivo alcune opere di narrativa e diversi saggi tra cui Québec 1759, Il Conflitto anglo- francese in Nord America 1756-1763 (tradotto anche in lingua inglese), Il Tramonto della Mezzaluna - L'Impero Ottomano nella Prima Guerra Mondiale, La resistenza antisovietica in Europa Orientale 1944-1956, L' Ultima Colonia - la guerra coloniale in Africa Orientale Tedesca 1914 - 1918; Il Ventennio in Celluloide (in collaborazione con Bruno Pampaloni); Sulla Turchia e l'Europa; L'Olocausto armeno; Storie Segrete della Seconda Guerra Mondiale; Il Movimento panturanico e la ' Grande Turchia' e La persecuzione dei cattolici nella Spagna repubblicana 1931-1939.

 

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Presentiamo con piacere e raccomandiamo a tutti i soci l'ultima fatica di Gianandrea Galiani la preparazione del quale ci sembra quasi inutile sottolineare.

Gianandrea Gaiani

IRAQ - AFGHANISTAN - GUERRE DI PACE ITALIANE

Collana: Secreta Editore: Studio LT2 Formato: 13,5x21 cm Pagine: 260 Illustrazioni e legatura: Brossura cucita ISBN: 978-88-88028-13-2 Prezzo: 18,00 Euro
STUDIO LT2 Dorsoduro, 1213 30123 Venezia T 041 52 32 034 F 041 24 15 371 - studio_lt2@libreriatoletta.it www.libreriatoletta.it

Esiste una via italiana alla guerra? Un’analisi senza pregiudizi né facili moralismi di come le Forze Armate della Repubblica siano intervenute nei due principali teatri d’operazioni in cui l’autorità politica le ha inviate, Iraq e Afghanistan.
L’argomento:
Esiste un'italian way of war? Un modo tutto italiano di partecipare ai conflitti negando di fare la guerra?
Schierando le truppe, ma limitando l'impegno bellico e l'esposizione politica?
Guerre di pace italiane esamina la partecipazione militare italiana alle guerre scoppiate dopo l'11 settembre, in particolare Afghanistan e Iraq, approfondendo i temi operativi, politici e mediatici che contraddistinguono le ambiguità dell'Italia in guerra e in parte già emersi durante i conflitti nel Golfo (1991), in Somalia (1993-94) e in Kosovo (1999).
Nei più importanti teatri bellici l'Italia ha spesso schierato truppe e mezzi insufficienti che hanno lasciato i contingenti più esposti alle offensive di milizie e terroristi. In altri casi sono state messe in campo forze potenti, ma non autorizzate a combattere. Scelte dettate dall'esigenza di essere al fianco dei nostri alleati anglo-americani pur senza correre i rischi politici derivanti da un reale ruolo bellico. Ambiguità che hanno esposto l'Italia a brutte figure con gli alleati senza riuscire a risparmiarci i lutti e le conseguenze dei conflitti.
Due governi, di diverso colore politico, hanno cercato di coprire la realtà dei combattimenti utilizzando la retorica delle "missioni di pace" e delle "operazioni umanitarie" complice anche una censura mediatica senza precedenti in una democrazia. Anche per questa ragione le vittime militari di attentati terroristici hanno avuto grande visibilità, mentre i soldati distintisi in combattimento e decorati per eroismo sono rimasti sconosciuti. Il libro si sofferma anche sulle difficoltà sociali e politiche, evidenti in Italia e più in generale in Europa, ad accettare il concetto stesso di guerra e ad affrontare le perdite che un conflitto inevitabilmente comporta. Limiti che inesorabilmente condizionano la politica estera italiana portandoci sempre di più ai margini dell'Occidente.
L’autore:
Gianandrea Gaiani è nato nel 1963 a Bologna, dove si è laureato in Storia Contemporanea. Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra per numerose testate giornalistiche.
Attualmente scrive sui quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio, Libero, il Corriere del Ticino, i settimanali Panorama e Gente ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital.
Dal gennaio 2000 dirige il web-magazine Analisi Difesa (www.analisidifesa.it)
Dal 1991 ha realizzato reportage da numerose aree di crisi e ha seguito sul campo le operazioni militari italiane in Kurdistan, Somalia, Mozambico, Albania, Croazia, Bosnia, Macedonia, Kosovo, Afghanistan, Sinai e Iraq.
Dal 1999 collabora con l’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia (ISMM) e ha insegnato all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI) di Roma.

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Presentiamo l'edizione a stampa del volume di Umberto Maria Milizia e Piero Pastoretto su Le Quinqueremi. Tutto il testo è stato profondamente corretto e riveduto rispetto all'edizione precedente.

Il volume è una attendibile ricostruzione della temibile macchina da guerra che consentì ai Romani la supremazia nel Mediterraneo, sulla base di una attenta e profonda disanima delle fonti letterarie ed archeologiche. Esso fornisce una convincente risposta a tutti i problemi relativi alla forma, tecnica ed impiego della più famosa nave da battaglia dell'antichità, fornendone una proposta di ricostruzione originale ma estremamente realistica.

Volume di 176 pp. con illustrazioni
ISBN 9788890102233
Prezzo Euro 25,00 IVA inclusa.

Per l'acquisto rivolgersi a:
prof. Umberto Maria Milizia, via dell'Assietta, 2
I - 00141 ROMA
Tel +39.0664495081
portatile +39.3491622359
e-mail: <silvanagrifi@libero.it>
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Finalmente un libro serio su di un argomento poco conosciuto e studiato!

Consigliamo di leggere l'interessante introduzione tra gli articoli.

Giovanni Cecini

I SOLDATI EBREI DI MUSSOLINI

I Militari Israeliti nel periodo fascista.

MURSIA EDITORE

"L’antisemitismo non esiste in Italia. Gli ebrei italiani si sono sempre comportati bene come cittadini, e come soldati si sono battuti coraggiosamente. Essi occupano posti elevati nell’esercito. Tutta una serie sono generali." Benito Mussolini, marzo 1932

Tra il 1848 e il 1938 la partecipazione dei cittadini di religione ebraica alle forze armate italiane fu attiva e decisiva sia in pace sia in guerra. Prendendo parte con valore a tutte le battaglie risorgimentali e a tutti i conflitti successivi, essi dimostrarono un forte senso d’identità con i destini della Patria e del regime fascista.
Durante il Risorgimento il re Carlo Alberto concesse piena uguaglianza, integrazione ed emancipazione alla minoranza ebraica. Il patriottismo e il militarismo fecero il resto, sostituendo l’appartenenza religiosa, creando un’identità nazionale solida e annullando qualsiasi differenza tra cristiani e israeliti. La situazione imperturbata si protrasse anche in periodo fascista: alcuni collaboratori di spicco di Mussolini erano ebrei e il consenso non mancò, come non si esaurì il continuo affluire dei giovani israeliti in divisa.
Con la guerra di Etiopia, la sterzata totalitaria e l’avvicinamento alla Germania nazista, la politica mussoliniana cambiò rotta, verso la progressiva discriminazione e persecuzione degli ebrei italiani, militari compresi.

Giovanni Cecini, nato a Roma nel 1979, è laureato in Scienze Politiche e in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza». Socio dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e collaboratore dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. È autore di articoli e saggi sulle riviste «Unuci», «Ha Keillah», «Il Secondo Risorgimento d’Italia», «Nike - La rivista delle scienze politiche» e «DEP» dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, tra cui L’occupazione italiana della Provenza (2005), Un intellettuale italiano: «l’Educatore fascista» Giovanni Gentile (2006) e Dall’Impero alla Repubblica. Il Corpo di Spedizione italiano in Anatolia (2007).

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Anche se non sembra di interesse per la Storia Militare segnaliamo (scusandoci per il ritardo) un'opera di Lanfranco Sanna, il Dizionario del Dialetto Comanino, edito a cura di ITALIA NOSTRA, che come tutti i lavori di questo genere, è estremamente utile per una corretta lettura dei documenti del passato la cui lingua differisce dall'attuale non solo nella pronuncia ma anche nel significato dei termini, cosa che ha portato (e porta) spesso ad equivoci interpretativi.

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Segnaliamo l'uscita in libreria del libro di Luca Vaglica I Prigionieri di Guerra Italiani in URSS tra Propaganda e Rieducazione Politica. "L'Alba", 1943- 1946, "Prospettiva Editrice", Civitavecchia, €12,00.

Si tratta del risultato di un lavoro durato quasi due anni di ricerche condotte principalmente presso l'archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito (USSME) a Roma, consultando documenti ancora inediti, Istituti storici della Resistenza, biblioteche e archivi pubblici e privati, ma soprattutto raccogliendo la testimonianza diretta e preziosa dei reduci dalla prigionia nei campi sovietici.
L'idea di affrontare questo tema così delicato è nata da un'esperienza personale diretta, un prozio appartenuto alla Brigata Alpina Julia disperso in Russia alla memoria del quale è dedicato il libro stesso. Il mio ha voluto essere un lavoro non tanto sulla campagna militare dello CSIR prima e dell'ARMIR in seguito contro l'Unione Sovietica quanto sulla descrizione della vita quotidiana nei lager sovietici, concentrando l'attenzione sull'attività di propaganda e rieducazione politica svolta ai danni dei nostri soldati e ufficiali.

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Dalla casa editrice Greco § Greco Editori riceviamo con piacere questa segnalazione:

Roberto Azzalin

Vittorio Daverio pilota dell'aviazione coloniale
L'Africa Orientale nelle lettere e nelle immagini (1937/1939)


L'avventurosa vita del combattente varesino Vittorio Daverio, Caduto il 06/04/1944 durante un agguato teso alla leggendaria Squadriglia Autonoma "Faggioni", in cui il suo aerosilurante SM 79 decollato quello stesso giorno dal "Campo della Promessa" di Lonate Pozzolo per una crociera di trasferimento in zona di operazioni al Campo trampolino di Sant'Egidio, fu abbattuto alle spalle sulla Valdarno da una squadriglia di caccia bombardieri P-47 Thunderbolt statunitensi, avvertiti per tempo del passaggio degli aerosiluranti italiani. I resti mortali del pilota riposano in Pace al Sacrario dei Caduti al Cimitero di Trespiano dopo essere stati raccolti, composti, identificati ed inumati da mani pietose.

Collana: Nargre - Storia. Anno: 2006; Pagine: 158; ISBN: 88-7980-420-0. Prezzo: €10,50


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Di Andrea Lombardi, Presidente dell'Associazione Culturale e di Storia Vivente "ITALIA" segnaliamo volentieri:
Andrea Lombardi
BATTERIE...FUOCO!

Storia, uomini, uniformi e tattiche delle unità d´Artiglieria, Nebelwerfer & Mortal della Heer 1939-1945
Il testo tratta la storia, l´organizzazione e le tattiche della "Heeresartillerie" attraverso le schede storiche di tutti i corpi, divisioni, brigate, reggimenti, reparti e batterie dell´artiglieria indipendente dell´esercito tedesco, compresa la Nebeltruppe, i reparti dell´artiglieria costiera, l´artiglieria ferroviaria e l´artiglieria delle fortificazioni, oltre ai lanciagranate e ai battaglioni di mitragliatori. Sono incluse anche le descrizioni e gli elenchi dei Comandanti d´Artiglieria, delle unità d´osservazione e di supporto tecnico, le tattiche impiegate, i simboli tattici, le schede biografiche dei decorati con la croce di ferro di prima classe, le caratteristiche tecniche dei pezzi d´artiglieria tedeschi e dei loro traini meccanici. 344 pagine oltre 100 foto e 10 profili in b/n , formato 17x24 Lingua: italiana € 32,00

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General E. Raus
a cura di Andrea Lombardi
DA STALINGRADO A KHARKOV

Il presente studio, scritto per conto dell´US Army dal generale Erhard Raus (esperto nell´impiego delle unità corazzate), riguarda la tattiche particolari adottate dalla Wehrmacht e dall´Armata Rossa in due delle più importanti battaglie svoltesi sul fronte orientale: la battaglia di Stalingrado e la quarta battaglia di Kharkov. L´autore analizza nella prima parte le tattiche impiegate dai reparti corazzati della 6.Panzer-Division, da lui comandata, durante l´operazione "Wintergewitter" del novembre 1942. Nella seconda parte sono prese in esame le tattiche russe impiegate nei combattimenti sul fiume Donets dell´estate 1943 contro il XI Armee-Korps. Lo studio è integrato dal resoconto della fase culminante della quarta battaglia di Kharkov. 198 pagine oltre 50 illustrazioni in b/n , formato 14x21 Lingua: italiana € 20,00

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IMPORTANTE RICONOSCIMENTODELL'UNIVERSITÀ' DI VENEZIA CA' FOSCARI ALLO STORICO GENOVESE ALBERTO ROSSELLI:

II saggio di storia del giornalista e storico genovese Alberto Rosselli:

Il tramonto della Mezzaluna

l'Impero Ottomano durante la Prima Guerra mondiale,

edito da Rizzoli BUR, è stato inserito tra i tre principali libri di testo dello speciale corso di Storia dell'Impero Ottomano condotto dalla Professoressa MariaPia Pedani, docente della prestigiosa Università Ca" Foscari di Venezia. Il Tramonto della Mezzaluna ripercorre ed analizza le ultime drammatiche fasi di uno dei più singolari e potenti fenomeni statuali islamici: l'ImperoOttomano. Il testo rivisita tutte le fasi e gli avvenimenti, militari, politici e diplomatici, che hanno caratterizzato o fatto da sfondo a uno degli eventi più importanti e densi di conseguenze del XX secolo, evidenziando inoltrel'origine e il peso di un fattore, quello religioso islamico, che all'alba di questo terzo millennio sembra esseretornato a condizionare le relazioni delle numerose comunità un tempo governate, e controllate, dalla SacraPorta ed oggi costrette ad affrontare il problema dell'affermazione della propria identità ed autonomia in uncontesto geopolitico assai frastagliato e sostanzialmente fragile: vedi taluni Paesi mediorientali e caucasici (Irak, Iran, Afghanistan e Cecenia). (da Il Gazzettino di Venezia)

Di Alberto Rosselli ricordiamo ancora:

Alberto Rosselli, genovese, giornalista e saggista storico. collabora da tempo con diverse testate nazionali ed straniere e con siti internet tematici. Come studioso di storia moderna, contemporanea e militare ha al suo attivo diversi saggi tra cui Quebec 1759, lI conflitto anglo-froncese in Nord America 1756-1763, tradotto anche in lingua inglese, e Il Tramonto dello Mezzaluna, Limpero Ottomano nella Prima Guerra Mondiole (2004).

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L'ultima Colonia
La guerra coloniale in Africa Orientale Tedesca 1914-1918

Gianni Iuculano Editore, Pavia, 2005.


L'Ultima Colonia è un saggio storico incentrato su una delle più importanti e meno note campagne militari della Prima Guerra Mondiale, quella relativa alla difesa da parte delle forze tedesche, al comando del leggendario colonnello Paul von Lettow Vorbeck, della colonia del Tanganika, isolata dalla madrepatria ed attaccata dagli eserciti britannici, belgi e portoghesi facenti parte dellIntesa.
Il libro analizza - sia sotto il profilo politico-economico che diplomatico-militare - i rapporti delle Potenze e dei rispettivi possedimenti europei alla vigilia e durante la Grande Guerra e tutte le fasi della campagna dAfrica Orientale che vide il piccolo contingente del colonnello Vorbeck impegnato in un confronto senza speranze. (Il testo, corredato da una sezione iconografica contenente rare immagini e mappe, descrive dettagliatamente le forze in campo e le tattiche e le strategie adottate. LUltima Colonia (titolo che fa esplicito riferimento alla difesa dellultimo possedimento dellimpero coloniale del kaiser) ripercorre, attraverso aneddoti e memorie tratte dai diari dei protagonisti e dalle relazioni ufficiali depoca, levolversi della più vasta, lunga ed impegnativa campagna combattuta da eserciti europei nel cuore di una regione equatoriale, caratterizzata da un habitat e da condizioni climatiche estremamente ostili: una contesa che si protrasse per oltre quattro anni con enormi perdite per entrambi i contendenti e che si concluse soltanto dopo la fine della guerra in Europa.

 

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Ecco una serie di verità scomode, ancora oggi, a molti, e non solo all'estero.

La resistenza antisovietica e anticomunista in Europa orientale 1944 - 1956
EDIZIONI SIGILLO - ¬16


Quello della lotta armata contro le dittature facenti capo a Mosca è stato un fenomeno sostanzialmente negletto, anche perché i regimi marxisti hanno provveduto con successo ad occultarne e minimizzarne la portata, attribuendone lorigine non tanto alla oggettiva violenza e impopolarità del sistema socio-economico comunista, ma alla supposta matrice reazionaria dei vari movimenti ribelli e alla concomitante azione destabilizzatrice esercitata su questi ultimi dalle potenze occidentali interessate a minare lintegrità e la solidità del mondo socialista. Abbiamo dovuto attendere il definitivo collasso del sistema sovietico per venire a conoscenza di questi fenomeni che hanno interessato non solo i Paesi Baltici, lUcraina, la Romania e la Polonia, ma anche alcuni paesi balcanici come la Iugoslavia e lAlbania.


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Diretta da Marco Montagna la Marvia Edizioni presenta una nuova rivista,
MILITES
 dedicata agli appasionati di uniformi ed armi. La rivista è assai curata, ricca di articoli che vanno oltre la specificità del collezionismo, approfondendo le ragioni storiche degli argomenti trattati e di sicuro interesse per tutti i nostri soci e simpatizzanti.

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Carlo Lagomarsino e Andrea Lombardi

Lo sbarco di Anzio
anzio

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L'Operazione Shingle vista dai tedeschi: i documenti del diario di guerra della 14. Armee

1.Per la prima volta in italiano è presentato integralmente il diario di guerra (Kriegstagebuch) della 14. Armee, impegnata dal gennaio al maggio del 1944 nel contrasto dello sbarco Alleato ad Anzio-Nettuno.
Integrano il diario il resoconto dei combattimenti nella testa di ponte scritto dal Generalfeldmarschall Albert Kesselring, schede delle Divisioni, dei Gruppi di Artiglieria, delle unità di Sturmgeschutz e Panzerjager combattenti ad Anzio, schede biografiche dei Comandanti tedeschi oltre ad ordini di battaglia e documenti inediti provenienti dai National Archives (NARA) di Washington.

200 pagine, 20 pagine fuori testo di documenti, alcune foto in b/n, f.to 17x24,  ¬ 21,00.

Effepi Edizioni, Genova.
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Andrea Lombardi

Cannoni d'Assalto Avanti!
cannoni

Storia, Uomini, Uniformi e Tattiche della Sturmartillerie 1940-1945

Il testo comprende la genesi l'organizzazione e le tattiche della Sturmartillerie, le schede storiche di ogni unità StuG della Wehrmacht e delle Waffen-SS, gli elenchi dei decorati della Ritterkreuz, della Deutsche Kreuz in Gold e della Ehrenblattspange, le schede biografiche degli assi degli Sturmgeschutz, le caratteristiche tecniche dei cannoni d'assalto tedeschi, delle loro varianti e dei veicoli di supporto oltre a tavole a colori illustranti le uniformi, i fregi tattici e 16 profili dei corazzati delle unità dell'Artiglieria d'assalto.
Incluse più di 360 foto, la maggior parte inedite, di Sturmgeschütz III, Sturmgeschütz IV, Sturmpanzer IV, Jagdpanzer 38 (t), Jagdpanzer IV, Panzer-Sturmmörser-Tiger  e rare foto del Panzer Jäger Abteilung "Feldherrnhalle 1" e di altre unitÆdi Sturmgeschotz tratte da Album fotografici di veterani
450 pagine, oltre 360 foto in bianco e nero, 8 tavole a colori, 10 disegni al tratto, f.to 17x24, ¬ 34,00.

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Effepi Edizioni, Genova.
La Prima Guerra Mondiale sul Fronte Carinziano

di Davide Tonazzi

 

Ho sempre pensato fosse relativamente facile fare un libro fotografico... é proprio vero che le idee sono fatte per cambiare. Non troverete foto di materiali particolari e combattimenti feroci, ma grandi spazi e venti che respirano tra pini e rocce. Sembra che la montagna, sia indifferente a quei soldati a lei aggrappati, come se la guerra durasse un sospiro. Scene di vita al fronte, in un settore particolare, dove giù a valle c'era casa. L'autore ha fatto un lavoro titanico, individuando esattamente postazioni e vedute. Potreste girare con il libro in mano e percorrendo quei sentieri, vedreste esattamente le stesse cose, immobili nel tempo. 220 pagine per volume, rilegate seriamente. L'unica cosa modesta di questo lavoro è il prezzo. Del primo volume, riguardante il settore Val Saisera in italiano e tedesco é ancora disponibile qualche pezzo, sempre a 26 Euro. Il secondo volume in italiano e inglese, fresco di stampa, tratta del fronte sul gruppo del Raibl. Il prezzo è 28 euro. E' possibile contattare direttamente l'autore per ordinarlo con una E-mail davidetonazzi@virgilio.it

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FRANCO FORLANI
LA MIA GUERRA
Da Molinella al Don, ai lager tedeschi
forlani

 


Molinella, 2002

Osservando la pianura bolognese, là dove il Reno si fa vicino, non è facile immaginare una penna nera che sbuca dalle nebbie e cammina tra i filari dei pioppi.
E invece proprio da San Pietro Capofiume, frazione di Molinella, partì nel 1941 un giovane destinato a vestire la divisa di ufficiale dellartiglieria alpina.
Stiamo parlando di Franco Forlani, che dopo lavventura bellica si laureò in Scienze Agrarie e divenne penna bianca, raggiungendo il grado di Tenente Colonnello.
E di avventura, irta di rischi e di pericoli, si trattò davvero!
Superato il duro addestramento della  Scuola Centrale Militare di Alpinismo ad Aosta e della Scuola Allievi Ufficiali di Complemento a Bra (CN), il giovane Sottotenente fu assegnato alla 19 a  batteria del Gruppo Vicenza (2° Reggimento Artiglieria Alpina, Divisione Tridentina) ed inviato in Russia con il suo reparto. Dopo aver partecipato alle azioni belliche del 1942, Franco Forlani si trovò coinvolto nella tragica ritirata, durante la quale si prodigò oltre ogni limite per salvare i propri commilitoni.
Il Capitano Giacomo Veglia , caduto a terra con un femore fracassato, così scrive : Nessuno si curò di me; solo dopo qualche istante sopraggiunse di corsa il Sottotenente Forlani&che, come mi vide, sordo ai miei inviti di salvare se stesso, tornò indietro per raccogliere un elmetto da mettermi in capo, si pose al mio fianco facendomi scudo con il suo corpo&attese una slitta, fermò un mulo spaventato, mi caricò sulla slitta e, messosi alla briglia del mulo, iniziò una corsa che durò mezzora, portandomi in salvo. Più tardi, unico ufficiale del Com. Gruppo, seppure stremato, portò per tredici giorni avanti il reparto, fino alla salvezza.
Crediamo che le parole del Capitano Veglia non necessitino di commento.
Un ufficiale valoroso come Forlani, decorato di Croce di Guerra al Valor Militare, non poteva mancare agli appuntamenti successivi, e soprattutto a Nikolajewka, ove diede il suo contributo al vittorioso esito di quella battaglia, rischiando ancora una volta la propria vita.
Rientrato in Italia, finì al campo contumaciale di Dobbiaco  e, dopo l8 settembre, fu internato in Germania per aver rifiutato di collaborare con i Tedeschi.
Il periodo trascorso nei lager nazisti fu terribile, ma Franco Forlani seppe superare anche quella prova, fedele ai principi di onore e dignità che sempre lo avevano ispirato e sostenuto.
Giunse poi, finalmente, lalba più attesa : quella del giorno in cui, assieme agli altri prigionieri, riassaporò il piacere incomparabile della libertà, preludio all agognato, anche se difficoltoso, rientro in Italia, per riabbracciare i suoi cari e rivedere il paese natale.
Limpido e scorrevole, il libro che Forlani ci ha regalato a 60 anni dalla sua partenza per la Russia, si legge dun fiato e ci induce a riflettere sulla testimonianza preziosa di un autentica penna nera, capace di non dimenticare il sorriso e lironia anche nelle circostanze più tristi e dolorose.
Quel sorriso e quellironia che può permettersi solo chi ha la serena coscienza del dovere compiuto fino in fondo, senza nulla chiedere in cambio delleroismo concretamente vissuto. Senza retorica e con la semplicità danimo che solo i grandi uomini riescono a conservare nel tempo.

MARIO GALLOTTA

 


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Roberto ROGGERO,

L'ultimo Fronte Occidentale. Dalla Normandia al Reno.

Milano, Greco & Greco Editori, 2002. pp. 499. Illustrazioni.

Roggero è un Socio recente della Società di Cultura e Storia Militare: pubblicista, giornalista e collaboratore di diverse riviste, ha già a suo attivo numerose pubblicazioni ed articoli.
Il volume fa parte di una ben più ampia serie di saggi storici dedicati alle operazioni militari sui Fronti africano, russo ed italiano, che l'Autore ha già pronti e sono in attesa di pubblicazione.
L'opera - che parte dal presupposto che, nonostante la mole della bibliografia accumulata, sulla seconda G.M. ci sia ancora molto da dire - vuol essere certamente come uno studio oggettivo e documentato dei fatti accaduti, ma anche una fonte di informazione agile e fruibile per i lettori meno esperti di questioni militari e storiche. In questo obiettivo l'Autore è agevolato dal possesso di una prosa chiara e volutamente aliena da tecnicismi, e dalla sua lunga esperienza di pubblicista.

Chi volesse prendere contatti con l'Autore si può rivolgere alla Segretaria della SCSM.

 

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Andrea ALESSANDRINI

Nei Secoli Fedele& I Carabinieri a Tivoli.

Tivoli, 2001. pp. 104. Illustrazioni

Alessandrini è un nostro Socio appena di appena diciottenne ma già molto promettente. In più di due anni di laboriose ricerche condotte presso l'Archivio Comunale del Comune tiburtino, il Museo Storico e l'Archivio Storico dell'Arma dei Carabinieri, l'Archivio interno del Comando Compagnia Carabinieri di Tivoli e quello della Sezione locale dell'Associazione Nazionale dei Carabinieri (per citare solo le fonti più importanti), l'Autore è riuscito a condensare, in una prosa lineare e scorrevole, una panoramica completa della storia locale dell'Arma. Una panoramica ridotta che però rispecchia, nelle linee generali e nelle figure dei singoli Militi e dei singoli Ufficiali e Sottufficiali, la storia nazionale della Forza Armata da sempre posta alla difesa della legge ed alla sicurezza delle popolazioni.
Il ricavato del volume sarà devoluto a favore dell'O.N.A.O.M.A.C., Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma dei Carabinieri.

Chi volesse prendere contatti con l'Autore si può rivolgere alla Segretaria della SCSM.

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Raffaele Pansini

MARTINO E LE STELLE

 

La sezione bolognese-romagnola dell'Associazione Nazionale Alpini, sottogruppo Alpini di Ferrara "S.Ten. Ivo Simoni", ci segnala il libro del Prof. Raffaele Pansini "Martino e le Stelle" in cui il prof. Pansini, docente emerito di Clinica Medica, rievoca i propri trascorsi militari in tempo di pace ed il tempo di guerra, quando fu ufficiale del Battaglione Vestone in Russia. Data la notorietà del Prof. Pansini e le sue numerose pubblicazioni scientifiche non dubitiamo dell'interesse che può suscitare il libro presso i soci della SCSM. Ci riserviamo una più approfondita recensione non appena possibile. Il libro può essere ordinato presso il Cap. Mario Gallotta, via della Fornace 22, 44100 - Ferrara, e-mail: mariogallotta@libero.it.

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Alberto Rosselli
The Anglo-French conflict in North America (1756-1763)

Format: 15x21
Binding: paperback
Page extent: 203
Illustrations: b&w, maps
ISBN: 88-8163-244-6
List price: US$ 20
Italian version


 

This historical essay has been given a relevance ranking by the Library of Congress in Washington.

 

The volume studies the theme of the politcal and military contrast between England and France in the 18th century, with particular reference to the phase of the Seven Years' War in which the two European powers were involved in the struggle for supremacy in the Nord American continent. The essay describes the progress and political, economic and social consequence of the long conflict, and analyses the military and technical aspects of its pohases. This is one of very texts by an italian author on this subject and focuses on descriptions of the naval and land tactics and strategies used by the powers involved in what has been called "the first world war in history".
Italian journalist and writer, Alberto Rosselli has taken an interest in modern and contemporary historical and military themes for many years, and works with some of the best-known specialist Italian and foreign magazines.
In 1997 he published the essay "Quebec 1759" about the most important battle of the Anglo-French conflict in North America (1756-1763). In the past Rosselli has published several collections of historical stories and researches and the features of Italian informations methods in the media sector.

Preface
Chapter 1: 1755-1758: Balance of Power
Chapter 2: The Year of Change
Chapter 3: The Siege of Quebec
Chapter 4: The Conquest of Quebec
Chapter 5: Saint Foy: the last, futile French victory
Chapter 6: The Tactical Role of the Navy in the Seven Years' War
Chapter 7: Indian Tribes involved in the Anglo-French war
Chronology

 

 

Preface

The battle fought on September 13, 1759, on the Plains of Abraham, at the gates of Quebec, was a momentous one: only the surrender of General Lee at Appomattox Court House in 1865 was to have such a tremendous impact on the history of North America. The victory scored by the French over the British at Sainte Foy seven months later, on April 28, 1760, did nothing to change the situation: Ah! A single warship, and the place would have been ours! said a French officer speaking of Quebec, to whom his English captor answered: You are quite right!. Such words underscore the true cause of the French defeat in the war for Canada: the British had command of the sea, and after the fall of Quebec in 1759 and French failure to retake it through lack of seapower, the empire of New France was doomed. Had Montcalm won the battle and overcome Wolfe, everything would have been different; or rather, had he stayed inside the fortress, waiting for Bougainville and his Indian allies to arrive and strike the vulnerable rear of Wolfes army, events would have taken a different turn& Still, this is merely empty speculation: events developed as they did, and not as they might have done&

The story of Nouvelle France, which ended dramatically on the Plains of Abraham, had been an epic, heroic and tragic one. Never, in the northern part of the continent, had such a vast empire been built; never had white men collaborated with the Indian nations and flocked to the Jesuit Missions as in French America. First Cartier, then Champlain had made the fateful choice of the rock and peninsula of Quebec as the site of the future capital of New France. Then de Maisonneuve had founded Montreal in the face of the Iroquois menace and the Jesuit missionaries had marched into the wilderness,
defying the primeval forest, the rapids of the mighty rivers, the harsh climate and the terrible Iroquois, to organise a veritable chain of missions. This had cost the French colonists, missionaries and explorers sacrifices and much blood: the internecine struggle between Indian tribes had put them on a collision course with the fearsome Iroquois. Settlements had been destroyed and missionaries martyred; yet in the end French tenacity had triumphed. Now, with the defeat at Quebec it was all over. The River of Cartier wrote Bernard DeVoto, was English. Champlain, Frontenac, La Salle, Jolliet, the martyred Jesuits, Perrot, Duluth, Vérendrye, the shining company of great, farseeing men moved beyond the sunset into the dark, leaving North America only a memory of their dream. As Francis Parkman said, The most momentous and far-reaching question ever brought to issue on this Continent was: Shall the United States be one nation or two?. Yet this
was really only one of two great issues on which the destiny of the continent depended. The heroic story of the French empire in North America deserved an end worthy of an epic poem: and such was the Battle of Quebec.
This is why it has always exercised such fascination on readers, historians and scholars alike and not only in the New World. That French writers such as Etienne Salone should be attracted by the epics of Nouvelle Franceis fairly predictable. Yet Alberto Rosselli is an Italian: and I hear the inevitable question arise: why should he be interested in the history of New France?.Rosselli was a very thoughtful and intuitive young student attending the school of North American history at the University of Genoa.
When I founded it in the distant academic year 1964-65, this was the first school in Italy dedicated wholly to North American studies, starting from the tenuous beginnings of the colonial era, when Canada was little more than a place on a map and the United States still lay concealed in the distant future. Much time was given over in Genoa to the history of the French American empire; and students of the Genoese school were the first in Italy to discover the fascinating history of New France. Some of those who fell under its spell were fortunate enough to receive Canadian research grants and travel across the Atlantic to study French Canadian history under such scholars as the late William J. Eccles, on whom the University of Genoa conferred an honorary degree.A bright student, Alberto Rosselli started working very early in this field. His choice of the Battle of Quebec as the subject of his early research grew from his graduation thesis, which, in
turn, generated this dense and rich book.In my opinion, it is right that an Italian scholar should have dedicated himself to such a subject, for he was and is able to bring to Canadian studies a refreshing perspective, even a new dimension. Uninvolved in the (sometimes nasty) quarrels between francophone and anglophone historians, he has an impartial viewpoint that is not only free from prejudice but also applies a long historical perspective that allows him to look at events from a distance perhaps meaning that he can better distinguish between light and shadow than historians too
closely involved in local situations and problems. At any rate, this book is a remarkable contribution to the study of an historical saga that does not cease to fascinate scholars and general readers alike and it offers a key to a fuller understanding of the complex problems of modern-day North-America.

Raimondo Luraghi
Professor Emeritus in American History University of Genoa, Italy.